lunedì 3 novembre 2008

Io non ci riuscirei.

In questi ultimi due giorni ho pensato tantissimo e ho parlato pochissimo.

Mi sono venuti in mente casi celebri. Non mi sono mai trovata così vicino ad una situazione del genere e spero di non dovermici trovare mai più.
Ho sempre pensato di essere favorevole all'eutanasia. Se il malato sta soffrendo e non c'è nessuna possibilità di tornare a svolgere una vita dignitosa o perlomeno con il minor numero di problemi possibile, è giusto che egli stesso scelga se farla finita o no.
Negli ultimi due giorni sono stata a Bologna, a trovare un zio che nel giro di due mesi ha visto la sua vita radicalmente cambiata.
50 anni e non poter più camminare. Non riuscire più a vedere come prima. Neanche a deglutire. Parlare poco, di più se non è sedato. Gli ultimi venti anni a lottare contro un destino che, ora, sembra accanirsi contro la sua famiglia. Si vergogna a farsi vedere così. L'ultima volta che l'abbiamo visto era agosto, le solite cene tra parenti, sembrava tutto ordinario. A ripensarci adesso, ci vengono in mente delle cose che potrebbero essere stati dei segnali che qualcosa non andava. Una vita passata a lavorare e ora desiderare di morire.

Non trova più le ragioni per continuare a vivere questi pochi giorni, o mesi, che gli rimangono.
Io ho pensato. Alla fine sono giunta alla conclusione che ci vuole un coraggio enorme per fare questo passo. Più coraggio ci vuole da parte di chi acconsente a farlo, e non parlo di medici.
Ho pensato che se fosse stato mio marito...MAI avrei voluto lasciarlo andare via. Ma neanche avrei mai voluto vederlo RIDOTTO in quelle condizioni.
Ho pensato che bisogna trovarsi dentro le situazioni per poter parlare. E ora mi sento inadeguata. Non so cosa si prova. Ma c'è un turbinio di sensazioni contrastanti.

Ho perso le parole.

16 segni:

max ha detto...

Cara Fra, mi dispiace per questo tuo Zio, capisco perfettamente quello che dici, perchè è capitato anche nella mia famiglia.
Dirò una preghiera per tuo zio.
ti saluto.
max

Sarik ha detto...

Sai bene che ti capisco, più difficile ancora è quando quella persona è privata anche della facolatà di decidere ed esprimersi...
Ad ogni modo, solo dentro alle situazioni si può parlare...e per quanto la cosa ti tocchi da vicino, non sei tu a poter parlare, nè le persone ancora più vicine.... solo chi è al centro, semmai, potrebbe esprimersi.
A chi gli sta intorno solo tanto coraggio, e pazienza per accettare ciò che verrà.
Un abbraccio.

mdudu ha detto...

E' vero, se non le vivi certe situazioni non puoi sapere assolutamente nulla. Il senso di inadeguatezza e d'impotenza credo che sia più che normale perchè la consapevolezza di certe tragedie ti porta a riflettere entro certi ambiti che mai avresti pensato di affrontare.
Un bacio piccola :*

cry ha detto...

In certi casi le parole adatte non esistono..mi spiace Fra..

il fantasma ha detto...

.......

rock&rugg ha detto...

In questo momento sarai triste, ma non usala in positivo: la tristezza è una grazia Divina perchè ci aiuta a dare un senso ala propria vita!!!

FRancesca ha detto...

hai scritto delle cose sensatissime, che fanno inevitabilmente riflettere...
Ti abbraccio forte

Auryn ha detto...

un abbraccio.

Vele/Ivy ha detto...

Hai detto delle cose molto giuste... non si possono giudicare le situazione se non le hai vissute. Fatti coraggio, un bacio

Il fantasma ha detto...

Buongiorno Fra'....

frug ha detto...

Un'amica di mia madre ha scoperto di essere affetta dalla SLA, la malattia che ha colpito Welby. Anche a me questa cosa ha fatto riflettere: io cosa farei toccasse a me? a qualcuno che mi sta vicino? come farei a capire? ad accettare di decidere della propria vita? Non lo so, è un pensiero che un po' mi fa gelare il sangue... Un abbraccio, frug

Auryn ha detto...

ciao Fra... passa un bel weekend...

il fantasma ha detto...

Buongiorno Fra'.....

il fantasma ha detto...

Come stai?....

Anonimo ha detto...

Sì è proprio vero, tutti sono bravi a parlare, ma trovarsi in una situazione del genere è ben diverso. Posso capire la sensazione di smarrimento, ma sono certa che non si può capire cosa si prova ad vivere una situazione del genere e da una parte spero proprio di non doverlo sapere.
Bacio!Sarina!

Anonimo ha detto...

Si siamo tutti bravi a parlare, io mi ci sono trovato, ma pure se fosse vero il contrario, credo che una parola d'incoraggiamento la possiamo dire no?...